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Architettura dilatata. Il tempo come materia del progetto

Nella Lectio Magistralis tenutasi nel corso della Premiazione dell'XI edizione del Premio Carlo Pucci, Annalisa Metta - architetta, dottoressa di ricerca in Progettazione dei Parchi, Giardini e Assetto del Territorio, professoressa ordinaria di Architettura del Paesaggio presso l’Università Roma Tre -, propone una riflessione sull'architettura del paesaggio come disciplina capace di ampliare radicalmente il campo del progetto. Attraverso il concetto di "architettura dilatata", mutuato da Guido Ferrara, il paesaggio viene presentato come una costruzione collettiva, realizzata nel tempo da generazioni di progettisti, comunità e processi naturali. In questa prospettiva, mutabilità, crescita, decadimento e trasformazione non costituiscono limiti dell'azione progettuale, ma ne rappresentano la materia stessa.

In questo primo abstract,approfondisce il concetto di temporalità nel progetto di paesaggio. Metta mostra come crescita, trasformazione, decadimento e mutabilità non costituiscano limiti da controllare, ma qualità da accogliere. L'architettura del paesaggio viene così presentata come disciplina capace di superare una visione statica dello spazio e di costruire scenari evolutivi.

ABSTRACT I _ ANNALISA METTA _ Il paesaggio come progetto aperto nel tempo